Le forme della dipendenza nella contemporaneità

30 Gen 2026, dalle 18 alle 19.30 scuola dei genitori quarto incontro

IV incontro della Scuola dei genitori

Quali forme può prendere la dipendenza? Lo chiediamo alla dottoressa Anatolia Salone, psichiatra e psicoanalista, dottore di ricerca in neuroscienze, docente alla Scuola di Specializzazione in Psichiatria dell’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara, nel quarto incontro della Scuola dei Genitori. “Si parla di mente-psiche e corpo, ma la psiche è il corpo. Quando proviamo emozioni le sentiamo in modo naturale e le forme emotive dolorose hanno ripercussioni nella qualità della vita, nelle relazioni. Corpo è la forma privilegiata della psiche.”

In particolare cosa succede a psiche-corpo degli adolescenti?

“L’adolescenza è un processo complesso di riorganizzazione del modo di sentire, percepire sé stessi e il mondo, di relazionarsi. È un rimescolare le carte dei propri vissuti per darne una nuova forma. Si dice infatti che sia una seconda nascita. L’adolescente vive crisi, discontinuità, instabilità che non sono patologiche, ma è parte del lavoro psichico necessario alla crescita. Egli deve integrare un corpo nuovo e sessuato, ridefinire la propria identità, rinegoziare i legami con le figure genitoriali, aprirsi a relazioni extra-familiari significative.”

Non è certo facile, cosa può accadere?

“Da una parte è un periodo di grande potenzialità, e allo stesso tempo l’adolescente è più esposto e vulnerabile di fronte all’intensità degli affetti e delle pulsioni. I ragazzi non sanno che stanno vivendo delle angosce fisiologiche legate alle esperienze di crescita e non riescono a comunicarle. L’incontro tra adolescenti e dipendenze è inevitabile, non casuale, è uno stato fisiologico.”

Cosa può andare storto?

“L’adolescente può inciampare su parecchie bucce di banana, con tutto ciò che si ha oggi facilmente a disposizione. Si diventa dipendenti da ciò che ci procura piacere. Oggi si conoscono più di 3000 NPS (nuove sostanze psicoattive). Dobbiamo chiederci: quando un piacere reiterato diventa una dipendenza? Diventa patologico quando è l’unico rimedio per dominare l’angoscia, il dolore ed è incontrollabile, quando si ripercuote sulla vita sociale e scolastica.”

Cosa si può fare?

“Il cambiamento comporta sempre una perdita. Paura e desiderio è il mix più facile da provare. La dipendenza protegge dal rifiuto, dalla frustrazione (evitamento), l’oggetto non delude ma nemmeno risponde, perciò rappresenta un compromesso. Se non aiutiamo l’adolescente a gestire la dipendenza, da solo non ce la fa. Pensiamo a fenomeni come il gaming o gli hikikomori. Si può fare molto, si deve sostituire il comportamento dipendente con la relazione, aiutare la gestione dell’intensità dell’esperienza emotiva. La colpa non è dei genitori, semmai loro ne sono lo strumento.”

 

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