Pane, amore e… La famiglia a tavola

20 Feb 2026, dalle 18 alle 19.30 scuola dei genitori quinto incontro

V incontro della Scuola dei genitori

Nel quinto appuntamento della Scuola dei genitori incontriamo la dott.ssa Gabriella Bosco, medico e dietologa clinica, che ha messo a punto un percorso di rieducazione alimentare basato su un approccio multidisciplinare dietologo-dietista-psicoterapeuta.
Come dietologa clinica e specialista in Scienza dell’Alimentazione, le chiediamo:

come vede oggi la famiglia a tavola? Quali evidenze emergono nella sua pratica professionale rispetto all’alimentazione?

“Alimentazione è vita, dieta è stile di vita. Parlare di alimentazione a tavola in famiglia non è così scontato come una volta, quando si rientrava a casa per pranzo e si trovava il piatto caldo. La convivialità è un’opportunità immensa, consumare i pasti insieme ha risvolti positivi, come molti studi dimostrano. Qui non c’è l’equivoco dello sballo o di prendere qualcosa al volo, ma porta alla consapevolezza. Preparare un pasto unico per tutti è più educativo piuttosto che accontentare i singoli con piatti diversi. Per non deludere il figlio o il nipote, chi cucina si stressa o compensa con cibi più calorici o da asporto. I piccoli mangiano solo davanti a schermi? Ma cosa mangiano? Probabilmente non lo sanno. Invece bisogna che ne siano consapevoli. Odori, sapori, metodi culinari semplici, entrare in contatto con cibi buoni, sviluppa la sensibilità e il rispetto per ciò che si mangia, per quello che c’è in tavola, oltre alla gratitudine per chi ha preparato il pasto.”

L’obesità è il prodotto di una disfunzione?

“La percentuale è bassissima. Si aumenta di peso unicamente perché si ingerisce più di ciò che si consuma o di cui si ha bisogno. Il genitore assente durante la giornata, la sera rientra e sentendosi in colpa propone anche cibi inadeguati. L’obesità, tuttavia, è una malattia curabile.”

Alimentazione è anche cultura?

“Alimentazione è anche evoluzione, cultura, toccare gli aspetti religiosi, storici, sociali. Alimentazione è integrare usi, costumi, tradizioni. Un consiglio? Dare il buon esempio è sempre la maniera migliore per far passare i messaggi educativi.”

Cosa ci può dire in merito al comportamento alimentare degli adolescenti?

“Gli adolescenti oggi si trovano sui social a fare le food challenge, sfide assurde con troppe o solo 800 calorie al giorno e i genitori non se ne accorgono. Bisogna tenere a mente che niente di ciò che viviamo va via senza lasciare traccia: sovrappeso, obesità, anoressia… segnano mente e corpo. Mangiare soli o di fretta il cibo pronto, non dà qualità, non ha impatto positivo sulla persona. Perciò non può essere la prassi, ma solo un fatto occasionale.”

Ci lascia qualche consiglio finale?

“La dieta è un atto medico, evitiamo il fai-da-te. La dieta mediterranea è patrimonio dell’umanità e fa dimagrire naturalmente. Il problema oggi è soprattutto il troppo (nell’aggettivo, non nel sostantivo), troppa pasta, non la pasta. Avere tutto subito rovina l’attesa, i rapporti, meglio togliere qualcosa e sostituire con altro, senza punire. Accumulare grasso, mangiare male, muoversi poco, mettono in moto malattie metaboliche che si affronteranno domani. La salute non arriva: è da subito. Dipende da come ci si comporta, e la famiglia a tavola può fare la differenza!”

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